Sacerdozi e divinità nella società di Attidium
In foto: la processione dei sacerdoti scolpita a  bassorilievo sull'Ara Pacis - Roma
 
 
 
Nel mondo antico le comunità avevano diversi addetti ai culti sacri, con il compito di ingraziarsi le divinità che sovrintendevano alle attività della vita civile, alla guerra e all'agricoltura.  

Già prima della formazione del municipio romano ad Attidium è attestata la presenza del collegio dei Fratres Atiedii.
Per l'età romana ad Attidium sono invece testimoniati sacerdozi legati al culto imperiale. Bisogna ricordare che già dopo la battaglia di Azio del 31 a.C. in cui Ottaviano (il futuro Augusto) vinse, molte comunità tributarono al vincitore onori tali da sfociare in una sorta di culto della persona. A Roma inoltre il senato diede ad Augusto diversi privilegi religiosi, tra cui lo stesso titolo di Augusto, che lo innalzava a livello semi-divino.

Ad Attidium è attestato un personaggio dedito in modo particolare al culto della dinastia Flavia: Quintus Camurius Numisius Iunior, ricordato come Sodalis Titialis Flavialis. E’ noto che i Sodales Titii svolgevano le proprie funzioni nel tempio di Apollo. Proprio per questo l'esistenza di questa figura ad Attidium ha fatto pensare che esistesse un edificio sacro dedicato ad Apollo, ubicato probabilmente sul Monte Fano, dove ora sorge l'Eremo di San Silvestro. 
 
Per quanto riguarda le divinità, le iscrizioni riconducibili ai culti esercitati ad Attidium sono due: una fa riferimento a Marte Augusto e un'altra probabilmente a Serapide.
Inoltre per molto tempo si è ritenuto di poter accostare il toponimo Attidium alla figura di Atys, il cui culto è testimoniato nella vicina Tuficum.