Attidium in età romana
In foto:Guerre Sannitiche -  Pieter Paul Rubens  
 
 
Sulle prime fasi dell'età romana si ha poca documentazione vista l'assenza di rinvenimenti. Sembra comunque inevitabile che anche in quest'epoca la zona di Attidium fosse frequentata e dunque l'assenza di testimonianze si può imputare alla mancanza di scavi sistematici.

Siamo infatti a conoscenza del processo di romanizzazione dell'area, avvenuta con la “battaglia delle Nazioni”, combattuta durante la terza guerra sannitica nel 295 a.C. nei pressi del centro di Sentinum (Sassoferrato), in cui i Romani si scontrarono con la coalizione di Sanniti, Etruschi, Umbri e Celti. I territori incamerati da Roma vennero sottoposti a presidio con un sistema di colonie e prefetture, divenendo poi, con la Lex Flaminia del 232 a.C., oggetto di distribuzione ai veterani dell'esercito. In realtà le comunità umbre sembrano non aver subito questo trattamento, diventando invece comunità alleate dei romani (civitas foederatae). Dunque anche Attidium deve esser diventata città alleata ai romani, riuscendo così a mantenere una relativa autonomia politica ed amministrativa, almeno fino alla guerra sociale, agli albori del I sec. a.C., quando questa area fu assorbita e le sue città trasformate in municipia affini a Roma. 
 
La prima testimonianza di età repubblicana sembra essere, allo stato attuale, l'epigrafe attualmente conservata a palazzo Fornari a Fabriano, databile alla fase pre-municipale degli inizi del I sec. a.C. . Soltanto dopo il 90 a.C., data proposta per l'acquisizione della municipalità da parte delle comunità umbre, si può parlare di un centro romano a tutti gli effetti, la cui fioritura e sviluppo urbano si collocano però in piena età imperiale, tra il I e il II sec. d.C..
 
Il territorio di Attidium in età imperiale divenne parte della VI Regio, Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni in cui l'Imperatore Augusto nel I secolo d. C. aveva diviso l'Italia. Questa regione comprendeva due territori distinti: da una parte l'attuale Umbria posta ad est del Tevere, dall'altra l'Ager Gallicus. Questo era il territorio che i Romani avevano conquistato ai Galli Senoni, i quali precedentemente avevano invaso i Piceni. Si tratta delle attuali Marche settentrionali.  La presenza degli Attidiati tra i popoli di questa regione è testimoniata da Plinio il Vecchio, che ne parla nella Naturalis Historia.

I documenti epigrafici, di cui alcuni tuttora visibili nell'atrio di Palazzo Chiavelli, attestano soprattutto le magistrature, il tipo di costituzione vigente, la tribù di appartenenza, Lemonia, ed alcune indicazioni sulle famiglie gentilizie, in particolare sui Camurii.