Gli scavi
I primi scavi ad Attidium risalgono agli anni venti e riportarono alla luce alcuni basolati stradali pertinenti ad un tracciato urbano ortogonale ed un ambiente con portico interno.
Si trattava probabilmente dell'atrio o di un vestibolo di un edificio pubblico, visto che è stata rinvenuta un'epigrafe dedicata all'imperatore Adriano (oggi nell'atrio di palazzo Chiavelli a Fabriano).

Uno scavo effettuato negli anni sessanta nell'area dell'odierna chiesa parrocchiale ha rilevato la presenza di sei sepolture romane, probabilmente databili tra il II e il IV d.C.. Questa doveva essere un'area funeraria della città e, in quanto tale, collocarsi fuori dal centro abitato. 
 
Le campagne di scavo del 1989 e del 1993 hanno consentito di portare alla luce l'impianto termale dell'area archeologica. Successivamente l'area adiacente è stata sottoposta ad alcuni rilievi che hanno permesso di accertare l'esistenza di altre strutture sepolte.

Nel 2013 e nel 2014 sono riprese le campagne di scavo grazie all'impegno dell'associazione onlus Gli Attidiati. Gli scavi sono stati realizzati dall'Associazione culturale Umbria Archeologica su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e in accordo con l'Università degli Studi di Perugia e con la Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche nella figura del dott. Maurizio Landolfi, sotto la direzione scientifica della prof.ssa Donatella Scortecci.