Le terme nell'antica Roma
In foto: particolare del dipinto "Donne romane alle terme" di Lawrence Alma-Tadema
 
 
Gli edifici termali avevano un ruolo molto importante nella vita quotidiana dei romani, non solo per la cura e l'igiene personale, ma anche come luogo d'incontro.
Solitamente il percorso prevedeva il passaggio da ambienti caldi (calidaria), ad ambienti freddi (frigidaria), passando per vani con temperature intermedie (tepidaria).

Inizialmente le stanze erano riscaldate con dei bracieri, fino a quando non si adottò il sistema chiamato hypocaustum, che prevedeva l'utilizzo di un praefurnium, una caldaia a legna collocata solitamente ad un livello più basso degli ambienti da riscaldare, e la realizzazione di pavimenti sospesi e sorretti da pilastrini di mattoni che creavano un'intercapedine sottostante in cui veniva convogliata e fatta circolare l'aria calda.
Lo stesso sistema poteva essere sfruttato anche per il riscaldamento delle pareti con l'utilizzo di tubuli in terracotta impilati l'uno dentro l'altro. 

Era abitudine gettare nell'acqua termale profumi e vini speziati, così come era in uso presso gli antichi Egizi.

Per la loro igiene personale i Romani utilizzavano pietra pomice e cenere di faggio o una pasta composta da polvere d'equiseto, argilla e olio d'oliva. Presso le terme vi erano inoltre delle sale adibite ai massaggi, che venivano effettuati con oli profumati ed unguenti.  


"Le terme imperiali hanno apportato alle moltitudini un enorme beneficio. Non furono solo il  palazzo romano delle acque, ma soprattutto il palazzo del popolo sognato dalle nostre democrazie, nel quale i romani, acquistando in una volta il gusto per l'igiene del corpo, per  gli sports utili e per la cultura disinteressata, potettero ritardare per parecche generazioni la  decadenza con un ritorno al vecchio ideale che aveva ispirato la loro grandezza nel passato  e  che Giovenale non smise mai di richiamare: mens sana in corpore sano".

 Jérome Carcopino, La vita quotidiana a Roma, Universale Laterza, Bari 1971, cit.