STORIA

In un paesino derivato dall'abitato romano di Civita, arroccato sopra il monte che sovrasta Fabriano, come testimonia il rinvenimento di monete antiche, un'epigrafe e altro materiale archeologico, è situata Villa Gioia. L’ultima delle Ville, per collocazione, a dominare la vallata da 500 metri di altitudine.
 
Costruita alla fine dell'800 e ristrutturata dall'architetto Cambellotti intorno al 1920 è immersa nella natura più affascinante tra querce secolari, pini, abeti, olmi, tigli...
La Villa diffonde un profumo di storia antica e di erbe speziate che tutt'intorno la cinge. Si gode di una tranquillità assoluta fra il cinguettio degli uccelli e il gracchiare delle cicale, le evoluzioni degli scoiattoli o dei caprioli. Un panorama suggestivo di cui inebriarsi, un libero affacciarsi in uno spazio che si abbraccia con la vista verso una vallata circondata dagli Appennini che sembrano proteggere l’ambiente. Di spalle alla Villa, indipendente dal tempo una folta pineta, habitat giusto di un piccolo ecosistema prezioso per la sua rarità.
L'architettura è austera e gradevole allo stesso tempo, si fregia di elementi alle pareti esterne raffiguranti i volti dei "folletti scaccia-guai" che l'architetto Duilio Cambellotti, artista poliedrico dell'Art Nouveau degli inizi del '900, progettò insieme alla fontana "delle Tartarughe" inserita nel giardino all'italiana.
 
A Villa Gioia, la storia la rende protagonista di alcune pagine del libro di G. Scipione Rossi dal titolo "Storia di Alice. La Giovanna d'Arco di Mussolini" dove l'autore racconta, con stile allegorico, episodi in cui Benito Mussolini frequentava l'allora  proprietaria della villa Alice De Fonseca Pallottelli, ambasciatrice in Americana e in Inghilterra dell'ideologia fascista e amante del Duce come falsa apparenza, per sviare gli indizi dalla loro complicità politica e ideologica.
 
Ma Civita è anche uno dei luoghi del territorio di Fabriano più importanti per le antiche tracce di insediamenti cristiani, testimoniati dalla Pieve di S. Maria di Civita che ospitò S. Francesco nel 1215 in occasione del suo terzo viaggio nelle Marche. Pieve, abbazie, monasteri, conventi, chiese di una considerevole importanza artistica e culturale, sono parte di un contesto geografico in cui Fabriano ne è, a pieno titolo, inserita tra le città più importanti per spiritualità: Assisi, Gubbio, Spoleto, Perugia, Loreto, Camerino, Urbino sono alcune di quelle più vicine che meritano un assoluto interesse e raggiungibili in breve tempo
Per sua natura, per storicità e autenticità del luogo, Villa Gioia gode di tutte queste peculiarità rendendola sorprendente e seducente.
 
La Residenza d'Epoca ideale per chi vuole essere conquistato dal gusto dell'inconsueto e distaccarsi dall'ordinario. Non si può pretendere diversamente, Villa Gioia è così, nella sua natura!